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July 24 guinzagli inversistanco di nuovo. comodamente stanco o stancamente comodo; comincio a a riflettere su quale sia il mio vero, normale, “standard”... presumendo che ne esista uno. se quando sto bene, a digiuno, e mi sento forte, avverto una precarietà da riparare al più presto... se quando sto male, quando ho esagerato in qualcosa di poco salutare e mi sento debole e malato, avverto una calma, una mancanza di emergenza che fa rientrare tutto in immaginati protocolli per una vita predestinata... se tutto ciò accade, è ovvio cominciare a rivalutare ogni cosa mettendola sottosopra. da una parte così saldo e roccioso, dall'altra friabile e precario... mi sento in grado di affrontare qualunque cosa mentre però incedo lentamente, con passi calibrati fino all'eccesso ma mai sicuri, girando continuamente la testa per avere una visione delle cose più simile possibile a quella di una persona con 2 occhi... mentre rimane a fuoco sempre e solo una distanza che raramente coincide con quella che sto guardando. e a volte mi rendo conto di comportarmi come un gatto che se ne sta in disparte. quando viene in contatto con qualcosa di vagamente non abituale tiene un comportamento schivo... ma non si riesce a capire se è solo timido, se ha paura, se non sopporta il sovraccarico dei recettori neurali troppo impegnati in operazioni di routine, se è stordito o stanco o malato e tenta solo di difendersi a priori, se è semplicemente asociale e distaccato, o ancora se ha solamente le palle girate. non si capisce e non si capirà mai. forse è un bene, fra tanto male, non capire fino in fondo, lasciare che questo “essere” sia; come sono, anche se forse non vorrei o forse lo voglio più di qualunque altra cosa. ci sono persone, cose, storie che hanno un destino... niente di soprannaturale, di paranormale... è solo caso, dna... anche il caso genera destino... e capita anche che questo destino possa essere girare in tondo, attorno a loro stessi, fino alla fine, arrivando a comprendere stranissime cose, forse inventate, chi può dirlo?; giungendo in luoghi di solito inabitati, in certi casi avendo le palle, la sensibilità, il dovere, l'istinto di raccontare... senza giungere mai al centro di quella fottuta circonferenza... l'esatto contrario di tutti gli altri cani legati al palo, nel giardino del padrone. July 19 acceso/spentoil destino ha il tuo volto. annebbiato dalla distanza, dalla speranza, dalla volontà. se fossi puro, se non avessi paura della sconfitta, se non fossi inebriato dalla vittoria, potrei scoprire i vostri lineamenti. mentre sull'altalena delle inevitabili forti sensazioni a malapena riesco ad inquadrare gli oggetti a pochi metri da me, nella pesante afa del quotidiano, filtrati in previsioni che raramente arrivano a 24 ore. il movimento m'impedisce di scrivere e di leggere, perciò mi fido di quanto mi viene detto, da altri o da me stesso. pianto continuamente paletti per orientarmi, scoprendoli sbagliati od obsoleti al primo bisogno. alla fine non so davvero chi sono... chi siamo... potremmo essere solamente scheletri che indossano le carni di bisogni altrui; bisogni intimi, biechi, inconsci, incomprensibili. balenanti, ciclici, e inconsistenti. siamo come un esercito di sigarette... tutte così uguali, così diverse. il fuoco ci accende; non importa se fiammifero o incendio, passa davanti e siamo accesi. qualcuno aspira fino alla fine, altri no. e ci ritroviamo nel posacenere sdraiati, usati, buttati, rivelanti l'animo di chi ci ha aspirato: basta contare le grinze sui fianchi e quanto siamo accartocciati su noi stessi... July 14 bluff?non voglio credere. e non lo faccio. ti rendo conto di quanto tempo è passato? e io ti sogno con sembianze altrui, per seguire il filo logico dell'irrazionalità che muove gli istinti più veri e sani. non è un bluff anche se non ho nulla in mano: non sto puntando niente se non la mia pazienza. sto solo seduto al tavolo e continuo a guardare le carte che si posano senza rumore sul panno verde, consumato e impolverato, guardandomi attorno, divorando sigarette, costruendo un puzzle nella mia testa che costruisca un sentiero meno impervio sia che vinca o che perda. forse sono solo stupido... perché in fondo non mi pare un'assurdità che una coppia possa battere qualsiasi altra combinazione. non è assurdo perché nessuna carta ha veramente un valore se non quello che noi gli diamo... la verità non è nient'altro che quello che crediamo vero. ma io non voglio credere. e non lo faccio. quindi continuo a stare seduto a far finta di non bluffare. July 11 prova ad avere un sensola tua lacrima mi paga più di quanto io abbia mai creduto possibile
anche quando sono assetato, tanto quanto posso esserlo
non mi ha insegnato niente più di quello che già sapevo
sono così bravo nel commettere errori... a volte sono lieto di sbagliarmi
perché anche tu (allo stesso tempo)
avverti questo significato (questo mio)
e ancora provi (per essere vera)
provi ad avere un senso (e anch'io)
pago l'affitto per questa testa piena di ricordi di te
non sopporto che possano essere falsi come la sabbia in cui sto affogando
così provo ancora (allo stesso tempo)
avvertendo questo significato (questo mio)
credendo le mie parole (per essere vero)
abbiano un vero senso (ed io anche)
che altro ci sta succedendo?
non riesco a vedere attraverso questi giorni
fisso solamente questi secondi
come fossero la mia intera vita July 04 passoun po' più comodo... nelle vesti della mia carne, ma ancora così lontano dall'immagine che ricordo di me. cerco di godermi le prime sensazioni di rinascita, la prima brezza sul viso quando ci si inizia a muovere. un passo – non so quanti km da fare. non importa, la brezza c'è... purché, dopo troppo tempo fermo e statico nel problema, non si cada nel tranello “ok mi sto finalmente muovendo, posso anche fermarmi”... perché succede anche questo. sì un po' più comodo, anche se ho fatto solo un centimetro, perché son riuscito ad intravedere qualcosa di più della strada al di là della curva... ho sentito, ho visto come starei ad essere già là, più distante da qui, più vicino alla meta, al ricordo di me stesso. ma vedo anche mille incroci... o meglio: li sento... e quante occasioni di sbagliare strada di nuovo, tornare indietro... anche solo per assaggiare una discesa, ogni tanto, anzi che sempre le solite faticose salite. |
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