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May 27 tazza rotta conosco bene la differenza tra sentirsi deboli, apparire tali ed esserlo davvero.
credevo di dover fare i conti con me stesso... e li farò. ma forse non solo nei modi e nei tempi che avevo in testa in questi giorni. tu sei li con i tuoi mille cazzo di problemi, stai incollando una tazza rotta, a cui tieni, con colla e tanta buona pazienza... il tutto già reso difficile da altri avvenimenti che assolutamente non ti sei cercato, altri che potevi evitare benissimo... e sei lì ad incollare pezzo per pezzo questa tazza, perdendoci tempo, vista, bile... e all'improvviso arriva di nuovo qualcosa, qualcuno e tac, schiocca le dita e un braccio ti viene legato dietro la schiena. tu senti o immagini di sentire una voce che dice “provaci ora”. non c'è mai limite a quanto ogni cosa possa diventar più complicata, persino impossibile. ed io potrei essere ad un passo dal vedere (ironico usare questo verbo) diventare tutto di una difficoltà disarmante, persino le cose più semplici. e quello che ho passato diventerebbe all'istante una bazzecola, trasformando tutto in un gigantesco rimorso: perché non ho fatto quando potevo? a volte penso che la morte non sa un unico evento che tutti incontriamo alla fine della nostra vita ma sia un qualcosa che scontiamo in dure rate, giorno per giorno, vivendo. ho una sensazione di totale smarrimento e paura... mi sento esausto. ragionando per opposto capisco che le decisioni e la volontà non sono mie il più delle volte ma sono figlie della realtà, di ciò che mi capita, di stati di bisogno... e allora che senso ha il rimorso? avrei dovuto fare delle cose solo perché potevo farle? non sarebbe anche in quel caso essere marionette della realtà e della vita? dov'è la vera volontà? dov'è il mio desiderio, la mia passione?... difficile tentare di ricostruire quando s'attende un altro terremoto... e così... meglio esser soli. meglio affogarci nella follia, nei problemi, meglio in fretta senza gridare aiuto. se devo riempirmi i polmoni d'acqua non elemosinerò qualche bolla d'aria, sarò solo io e l'acqua che m'assale. mi spiace non poter essere quello che volevo e, per una volta, mi spiace anche non poter essere ciò che volevate. May 19 in controdov'è la tua vita? sembra tutto come prima a parte i chili in più e in meno, pare tutto immutato eppure si son spostate persino le montagne. ma l'aria intorno non lo dice. per una volta m'hai fatto pensare a cosa mi fa essere... non a cosa non non sono; e ragionando ho pensato che ci sono cose che uno fa senza una vera spiegazione, ma che dicono più di altre cosa sei. e se smettessi di farle?... beh il vento è tale solo se spira, se no è solo aria. capisci? ed io mi chiedevo sul serio dov'era la tua vita mentre stavamo seduti, quasi mi sfuggisse tra le mani, quasi lo avesse sempre fatto persino quando davvero l'avevo tra le mie mani. ma più che capire, che indagare, mi vedo come l'antropologo di me stesso, che dice mezze frasi, fa mezze cose, per sedare quella curiosità empirica o quasi da laboratorio, egocentrica e folle... come fossi solo il testimone di tutto questo... di anni che scrosciano giù come pioggia violenta e portano via quello che già non se n'è andato da solo. se ti dicessi che io sono complice di questa pioggia? lo so che non mi guardi negli occhi perché hai paura della mia follia, o semplicemente la bolli come ridicola, non dai peso a ciò che dico. in ogni caso fai bene: tieni gli occhi sulla strada, guida veloce verso la tua meta, ma non ti lamentare se nessuno ti considera e tu non ti riconosci: non si parla al conducente e se ti specchi vedrai solo un'immagine confusa, riflessa in movimento... forse arriverai a desiderare... a rimpiangere di non essere anzi come questi due tappi di birra appesi al muro. May 09 solo dna e documenti?quanto manca a perdere il controllo? se silenziosamente mi ritrovassi a rifiutare, senza rendermi conto d'essere passato dal fastidio prima e dall'odio poi, rifiutare qualsiasi contatto, tacere ed esimermi da ogni coinvolgimento... che difesa potrà mai essere? non sarebbe una difesa: sarebbe un abbandono. l'abbandonarsi al fragoroso demolire dei falsi costrutti che permettono di sopportare le quotidiane angherie, ma che rendono ciechi alla mostruosa e aberrante forma della realtà. è terribilmente frustrante non essere visti, essere chiamati con un altro nome, ricevere regali sbagliati da chi ti conosce da una vita, da chi, col suo immenso volerti bene, sta causando lentamente la tua morte, sta rendendo più aspra e difficile un'esistenza che non è mai stata facile... orrenda in svariate occasioni. è dilaniante non vedere negli occhi di chi ti ha tenuto la mano in momenti profondamente dolorosi, la verità, il diritto, il riconoscimento della difficoltà di quei momenti. ho a che fare con un amore che sembra avere l'unica facoltà di rendere la mia vita peggiore, cercando di privarmi, in poche parole, di quello che so di essere e di aver vissuto. siamo solo estranei? così distanti, diversi... uniti solo nel dna e su qualche documento... quanto desidero essere ancora più solo di quanto sono! |
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