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    April 28

    un'altra scia

    ci sono cose che stanno al di là della vita. o di quello che noi consideriamo vita.
    le releghiamo in un angolo, con il sacrosanto diritto di prenderle come ci pare, si buttano da qualche parte, se ne parla per poco, sottovoce, come fosse un trafiletto di cronaca, e poi le si lasciano continuare ad esistere chissà dove, in qualche sperduto angolo di memoria, come si mette un vecchio nell'ospizio, un omicida in gattabuia... buttati lì, fuori dalla visuale, finché non crepano.
    eppure sono le cose che più c'accomunano e ci rendono umani. renderebbero più cristallina e reale, tangibile, la visione di questa esistenza che tanto ci ubriaca di nonsenso, col suo sapore vagabondo e crepuscolare... per chi si rifiuta di credere alle favole.
    continuano le scie del dolore, più vicine o più lontane, ma sempre tremendamente sature e profonde. adesso persino sento il freddo meccanismo, abilmente manovrato, sensuale perché mortale. muove gli ingranaggi e ci rimango fracassato in mezzo mentre immagino un corpo che vola inerte sull'asfalto. d'improvviso, come potrebbe accadere ogni secondo, a chiunque. come una foto... e sullo sfondo le facce del resto del mondo, sfocate... mi chiedo dov'ero io in quel momento, dov'eravamo tutti? dove siamo?
    vaneggiamenti, niente di più, ma altro non riesco a partorire stando in bilico tra depressione ed esaurimento nervoso, mentre un altro soffre di nuovo, altri vivono e sono felici. caos... solo caos... dentro e fuori...
    cerca di farcela, amico.
    April 16

    l'incubo urla

    l'incubo urla ancora le parole che non so dire. ma anche nell'incubo non so fare: non so colpire, fare del male a chi, secondo me in quel momento, meriterebbe la morte!
    eppure so fare del male... in questo modo così meschino e segreto, solo quando sono io a sanguinare.
    non c'è spiegazione, non ci sono risposte da dare all'alunno sanamente curioso. leggi il libro e apprendi. nient'altro da fare.
    ma nell'intimità della camera continua a chiedersi chi sia l'autore, perché si sia messo a scrivere... ed altre mille domande ad ogni punto di una frase.
    non posso accettare questa voracità, questo odio incondizionato che all'improvviso sembra filare liscio come una qualunque assodata verità. non posso perché sento quanto stride dentro, mi fa scoppiare lo stomaco, ed ingoierei anche lui insieme a me, al mondo, a qualunque cosa, per poi risputare tutto in un vomito incolore e ributtante.
    ma non arrivo mai a questo, tutto si ferma ad un passo prima, ovviamente. sto sulla soglia del vuoto e dentro vedo cadere solo la mia stabilità, la mia sciocca vita, la mia salute, colori e benessere... finché in un battito di ciglia capita nella distrazione che il giorno diventi notte, che sull'orlo del baratro ci sia tutto il resto mentre io sono sotto e lentamente scivolo giù... dalla parte sbagliata.
    non cerco di afferrare il bordo, sento solo che vorrei cancellarlo per avere una scusa: “non l'ho visto e sono caduto”... una maschera diabolica ride a un centimetro da me e mi chiede se davvero tutto quanto “è solo un periodo, passerà”.
    “riuscirò a farti male anch'io un giorno”.
    fa un ghigno da gangster e s'allontana scomparendo sotto di me “ti aspetto...”.
    April 10

    in onda "scuola di morale"...

    io non posso... come faccio a star zitto?!
    io non guardo il grande fratello, perché non sono rincoglionito. però alla fine le notizie, da una parte o dall’altra, m’arrivano.
    così ho saputo che hanno eliminato un tizio per aver bestemmiato... l’ennesima vittima sacrificale al tempio della finzione, dei diamanti di plastica, delle facciate di cartapesta.
    io non so più cosa dire, come dirlo... soprattutto quando sento o leggo i commenti della gente a cose come questa. si fanno infinocchiare, si fanno plagiare.
    chi manovra i media riesce a farti decidere cosa è giusto e sbagliato, cosa è morale e cosa non lo è. e tutto risulta invertito!
    non voglio difendere quel ragazzo che ha bestemmiato... difenderlo... ma da cosa? eliminato... ma perché? ha offeso cosa? chi?! la morale comune? e quando in tv litigano per cazzate, si cornificano facendo la telecronaca, usano attori e si inventano storie per qualunque programma da talk show a reality, fanno vedere culi e tette al pomeriggio, gente che piange per non aver vinto 100 mila euro ma solo 30 mila, mafiosi e pregiudicati che scrivono leggi, fanno notizia, diventano personaggi...? quello non è offendere la morale?!
    mentre se uno bestemmia no! taboo! sei fuori dal perfetto mondo della tv!
    ma andate a fanculo falsi moralisti, perbenisti e buonisti da 4 soldi! ti danno la merda dalla mattina alla sera in tv, proponendo modelli di vita da scandalo e poi fingono di insegnare la morale punendo chi bestemmia... fate pena e schifo! tutti!
    ...un modo per non far combattere le giuste battaglie ad un popolo è quello di convincerli con l’inganno a combattere quelle sbagliate...
    April 06

    the final cut... frammenti

    YOUR POSSIBLE PASTS
    They flutter behind you your possible pasts
    Some brighteyed and crazy some frightened and lost
    A warning to anyone still in command
    Of their possible future to take care
    [...]
    Do you remember me? how we used to be?
    Do you think we should be closer?
    [...]
    By the cold and religious we were taken in hand
    Shown how to feel good and told to feel bad
    Tongue tied and terrified we learned how to pray
    Now our feelings run deep and cold as the clay
    And strung out behind us the banners and flags
    Of our possible pasts lie in tatters and rags
    I TUOI PASSATI POSSIBILI
    S'agitano confusi dietro di te i tuoi passati possibili
    Alcuni pazzi e febbrili, altri spaventati e sperduti
    Un ammonimento a chi ancora comanda
    Di prendersi cura dei loro possibili futuri
    [...]
    Ti ricordi di me? Di come eravamo?
    Pensi che dovremmo esser più vicini?
    [...]
    Gente fredda e religiosa ci teneva in pugno
    Ci insegnavano a sentirci buoni, ci facevano sentire cattivi
    Terrorizzati, incapaci di parlare, imparammo a pregare
    Ora i nostri sentimenti corrono nascosti, profondi e freddi come argilla
    E in fila, alle nostre spalle, le bandiere e gli stendardi
    Dei nostri possibili passati sono caduti a pezzi, come stracci
    THE HERO'S RETURN
    Jesus Jesus what's it all about?
    Trying to clout these little ingrates into shape
    [...]
    Though they'll never fathom it behind my
    Sarcasm desperate memories lie

    Sweetheart sweetheart are you fast asleep, good
    ‘Cos that's the only time that I can really talk to you
    And there is something that I've locked away
    A memory that is too painful
    To withstand the light of day

    When we carne back from the war the banners and
    Flags hung on everyone's door
    We danced and we sang in the street and
    The church bells rang


    But burning in my heart
    My memory smoulders on
    Of the gunners dying words on the intercom

    IL RITORNO DELL'EROE
    Gesù, Gesù qual'è il significato di tutto questo?
    Cercando di colpire e mettere al posto quei piccoli ingrati?
    [...]
    Anche se non lo capirebbero mai
    Dietro il mio sarcasmo ci sono ricordi disperati

    Tesoro, tesoro, dormi profondamente? Bene
    Perché solo quando dormi so davvero parlarti
    E c 'è qualcosa che ho chiuso a chiave
    Un ricordo troppo doloroso
    Per la luce del giorno

    Quando tornammo dalla guerra stendardi e
    Bandiere sventolavano su ogni porta
    Danzavamo e cantavamo per le strade e
    Le campane della chiesa suonavano

    Ma come un fuoco nel mio cuore
    Ancora brucia il ricordo
    Delle parole che l'artigliere disse morendo all'interfono

    THE FINAL CUT
    And if I show you my dark side
    Will you still hold me tonight
    And if I open my heart to you
    And show you my weak side
    What would you do
    Would you sell your story to Rolling Stone
    Would you take the children away
    And leave me alone
    And smile in reassurance
    As you whisper down the phone
    Would you send me packing
    Or would you take me home
     
    Thought I oughta bare my naked feelings
    Thought I oughta tear the curtain down
    I held the blade in trembling hands
    Prepared to make it but just then the phone rang
    I never had the nerve to make the final cut
    IL TAGLIO FINALE
    E se ti mostro il mio lato oscuro
    Mi stringerai a te comunque stanotte?
    E se t'apro il mio cuore
    E ti mostro il mio lato debole
    Che farai?
    Venderai la storia a Rolling Stone?
    Porterai via i bambini
    E mi lascerai solo?
    E sorriderai per rassicurarmi
    Mentre telefoni sottovoce?
    Mi farai fare le valigie
    O mi porterai a casa?

    Pensavo di dover mostrare i miei nudi sentimenti
    Pensavo di dover strappare il sipario
    Tenevo il coltello con mani tremanti
    Pronto a farlo ma poi ha suonato il telefono
    Non ho mai avuto la forza di dare il taglio finale
    TWO SUNS IN THE SUNSET
    In my rear view mirror the sun is going down
    Sinking behind bridges in the road
    And I think of all the good things
    That we have left undone
    And I suffer premonitions
     
    Confirm suspicions
    Of the holocaust to come
     
    The wire that holds the cork
    That keeps the anger in
    Gives way
    And suddenly it's day again
    The sun is in the east
    Even though the day is done
    Two suns in the sunset
    Could be the human race is run
     
    Like the moment when the brakes lock
    And you slide towards the big truck
    You stretch the frozen moments with your fear
    And you'll never hear their voices
    And you'll never see their faces
    You have no recourse to the law anymore

    And as the windshield melts
    My tears evaporate
    Leaving only charcoal to defend
    Finally I understand
    The feelings of the few
    Ashes and diamonds
    Foe and friend
    We were all equal in the end
    DUE SOLI NEL TRAMONTO
    Nel mio retrovisore il sole tramonta
    Annega dietro i ponti della strada
    E penso a tutte le belle cose
    Lasciate da fare
    E ho delle premozioni

    Sospetti, conferme
    Dell'olocausto in arrivo

    Il fil di ferro che trattiene il tappo
    Che blocca dentro la rabbia
    Salta
    E all'improvviso è ancora giorno
    Il sole è a est
    Anche se il giorno è ormai finito
    Ci sono due soli nel tramonto
    Forse la razza umana è alla fine

    Come nell'istante in cui blocchi il freno
    E scivoli contro l'autotreno
    La tua paura prolunga gli attimi raggelati
    E non sentirai mai le voci
    E non vedrai mai quei volti
    Mai più ricorsi in tribunale

    E mentre il parabrezza si scioglie
    Le mie lacrime evaporano
    Lasciando solo carbone da difendere
    Alla fine capisco
    Quel che pochi sentono
    Diamanti e ceneri
    Amico e nemico
    Tutti siamo uguali, alla fine