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February 21 strano processomi nascondo un po' dietro la consapevolezza della forza che ci vuole per riconoscersi deboli. non è molto. come sempre. quasi riesco a cavarmela, a volte, nella quotidianità. soggetto a pensieri che ritengo estranei, materialisti, assolutamente non utili e persino dannosi, fuorvianti se guardo alla vita alla mia maniera; eppure normalità per altri... come fare un bilancio dei propri averi, pensare a come gestire più produttivamente il proprio tempo e cose di questo genere. nonostante la mia strana testa, dopo 28 anni, qualche volta ragiono da uomo civile... capita. mi lasciano invece molto perplesso i continui bilanci momentanei su altri temi, ben più importanti secondo me, perché spaventosamente altalenanti nel risultato. mi sono sempre salvato, nel mio tribunale interiore, pensando che ogni azione da me compiuta è sempre stata dettata dalla mia voglia, dal mio istinto, da una mia scelta di giustizia, mai da uno scopo chiaro che implica malizia, sotterfugio, strategia. così da non sentirmi mai "bugiardo"... e questo è assolutamente fondamentale per me. ma capita di sentirmi bugiardo anche senza mentire... capita quando le mie sensazioni non sono troppo chiare... quando elementi importanti nella mia vita stanno in equilibrio sul mio pensare ad esse, stanno in bilico tra "tutto" e "niente", annullando di fatto ogni mio volere. l'unica cosa da fare rimane aspettare... ma l'esperienza mi dice che queste situazioni difficilmente si risolvono semplicemente con la fine di queste altalenanti considerazioni grazie ad un'illuminazione che rende tutto chiaro, bensì, il più delle volte, altri elementi arrivano come avvoltoi su un un animale mezzo morto. complicazioni, stanchezza, sbagli... così da avere un verdetto sì, ma non "giustizia". February 06 sulla mancanza di una conoscenza storica della vita“vuoi giocare?” chiese la vita ad un anima. “sì”. “smetti di giocare!” le disse improvvisamente la morte. “sissignore!”. si sta in bilico tra una proposta che non si può rifiutare e un ordine al quale è impossibile disubbidire. al pensiero che la vita sia tutto, il contenitore di tutto, all’esterno del quale nulla esiste se non illazioni, vaneggiamenti e speranze tirate per i capelli, si affianca la considerazione che alcuna cosa può esser “tutto”, nulla può esser visto nella sua completezza ignorandone “il prima e il dopo”, senza conoscere cioè la sua storia. il non saper nulla al di fuori dei suoi confini, del suo “prima e dopo”, se non qualche bassa invenzione che non va al di là di una fiaba per adulti o la rivisitazione di antiche leggende pagane, rende quindi un’illazione, una pura teoria la concezione della vita stessa. non mi stupisce, a fronte di un simile ragionamento, quanto sia soggettivo il valore che le possa esser dato... da chi riesce a mettere a rischio la propria esistenza per un’altra, persino senza alcun apparente legame, a chi causa sofferenza e morte per biechi e bassi istinti, necessità, paure. non mi stupisce più il caos negativo quando questo è generato dall’ignoranza... che non ha nulla a che fare con quello generato da fantasie, a volte geniali, che si basano proprio sulla conoscenza, sul sapere, sia nel caso in cui esse sposino ciò che è conosciuto e aggiungano nuove cose, sia nel caso lo neghino e lo aggirino come un cavillo aggira una legge. February 04 RiflessoUn lampione si accende, un altro si spegne sul viale buio e solitario. Fisso il freddo riflesso effetto "lens flare" sul finestrino appannato e un ricordo lontanissimo: la giornata calda di Maggio. Si frantuma la vita su un giro di basso e un foglio appoggiato alla portiera. Poca luce mi aiuta, il buio non mi tocca, il silenzio non è mio nemico e la solitudine mi lascia in una stanza piena d'amici... Sempre gli stessi. |
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