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HopelessMessè tutto un casino senza speranza
August 11 sorridimiscopare come cani affrettati e disgustati da noi stessi riflessi nel sudore altrui negli occhi spalancati dal terrore mai mai nei sorrisi perché allo specchio non si sorride August 10 repressione & naturache io sia davvero chi indosso? così perfetto e naturale represso come uno storpio che non sogna altro che correre che un ogni singolo rigurgito di vita si possa riassumere in una sola faccia che finirò per odiare perché ha un solo occhio che tutto vede e il suo sangue mi lega in cascate pesanti alla tomba che è il mio corpo. July 10 La Banda Degli Onesti... contro il nuovo ordine mondiale!Lo scopo di questo video è far riflettere. Per quanto gli argomenti vi possano sembrare fantasiosi, vi invito ad informarvi quanto più potete. Come potete ancora pensare che esista una vera democrazia? Che la politica sia la risposta alle nostre necessità... Quando si guarda al pianeta e alle sue difficoltà, non si può non accorgersi che c'è qualcosa che non funziona! Come si può affermare, ad esempio, che la fame in Africa è un male incurabile, che non ci sono soldi né cibo a sufficienza per far mangiare tutti, quando in occidente si continuano a finanziare guerre dai costi finanziari elevatissimi e incentivare il consumo di carne per la produzione della quale si consumano molte più risorse vegetali rispetto al consumo diretto da parte delluomo? È evidente che molti problemi non solo non sono risolti, ma sono volutamente creati. Le persone dietro a questo inganno, con la collusione dei principali media, fanno leva sulla nostra ignoranza, ma soprattutto sulla nostra indifferenza. Vi invito perciò ad informarvi tramite fonti non ufficiali e successivamente alla profonda riflessione di cui si fa menzione nel video. È tempo di cambiare. ZEITGESIT il film - http://www.youtube.com/watch?v=YLuGUo... (link per scaricarlo interamente nella descrizione del video) ZEITGEIST addendum - http://www.youtube.com/watch?v=DYag93... (link per scaricarlo interamente nella descrizione del video) LA STORIA DELLE COSE - http://video.google.it/videoplay?doci... END GAME - http://www.youtube.com/watch?v=G7J5Aq... Per informazioni non esitate a contattarmi hopelessnight@hotmail.com La musica di questo video appartiene a Chuck Berglund (http://ccmixter.org/people/opus_opium) May 20 l'ultima bolla. prepariamoci.vi propongo questo articolo che ho trovato di particolare interesse... sono convinto sia ora che ognuno di noi prenda coscienza del sistema in cui vive, soprattutto della sua faccia nascosta che sta divorando la nostra felicità, il nostro benessere e la nostra salute. non si potrà contrarre un altro debito, un mutuo o fare un po' più di straordinario per comprare quello che ci viene rubato ogni giorno... dobbiamo svoltare. ora. --- E' il trucco estremo della finanza: gonfiare a dismisura il debito pubblico. è l’attacco finale alle nostre tasche e alle nostre vite. è ciò che deve indurci a una ribellione a tutto campo La cosa peggiore che si possa fare in questo momento è continuare a comportarsi come se nulla fosse. Il che significa mantenere lo stesso stile di vita, e di spesa, che si avevano prima che la bolla speculativa mondiale esplodesse. Beninteso, parliamo di chi oggi è ancora in grado di decidere se continuare a vivere come sempre oppure prendere alcuni provvedimenti. Per la fasce più deboli del nostro Paese, per chi già viveva vicino la soglia della povertà economica, per i lavoratori precari senza rinnovo e per chi è finito in cassa integrazione, quando non ha proprio perso il lavoro, quella scelta non c'è e il confronto con gli effetti devastanti ai quali ci ha condotto il nostro modello di sviluppo è già in atto. A tutti loro, così come a chiunque altro, onestà intellettuale ci impone di suggerire che non è in una ripresa economica che si può sperare. E dunque in un ripristino della situazione anteriore. Attenzione, però. Senza che se ne parli troppo sui media ufficiali, si è già messo in atto l'unico sistema per non far crollare del tutto il nostro Occidente dal punto di vista economico, ovvero creare una nuova bolla. Ed è esattamente quanto ci si poteva aspettare dai padroni del vapore, piuttosto che sparire subito con quanto rimane nelle loro casse, o essere linciati come probabilmente si meriterebbero. La bolla che sta crescendo in queste settimane - e che ovviamente prima o poi esploderà - è già stata innescata. Ed è l'ultima possibile prima della fine: si tratta delle bolla pubblica. Ovvero statale. Dopo il petrolio e la new economy, dopo i mutui subprime e i derivati di Borsa, quale poteva essere l'ultimo elemento su cui speculare a dismisura per sostenere i circuiti finanziari? Lo Stato, naturalmente. L'indebitamento pubblico. Ovvero quello di tutti noi. Banche e assicurazioni e industrie e posti di lavoro si sta cercando di salvarli attraverso l'emissione incondizionata di denaro. Di denaro senza valore, quando lo si crea, ma onerosissimo poi, quando lo si dovrà restituire. In primo luogo la Fed, che non solo, e da quasi 40 anni, ha svincolato l'emissione di moneta dall’ammontare delle riserve auree, che pure limitavano, almeno in parte, la quantità di denaro circolante, ma che oggi si rifiuta addirittura di rendere pubblico il dato relativo alla quantità reale di moneta stampata. I dollari in circolazione, se non lo sono ancora, stanno rapidamente diventando carta igienica. A indebitarsi non possono più essere direttamente i cittadini degli Stati, di loro spontanea volontà o facendosi concedere dei prestiti dalle banche secondo la necessità. Ciò non toglie che essi si stiano indebitando, in ogni caso, con il sistema. Senza volerlo. Senza saperlo. Ci stanno pensando i governi al posto loro. Tutto il denaro stampato e messo in circolazione, tutto il debito pubblico dei vari Paesi in crescita esponenziale, è esattamente l'ultima bolla possibile. Ed è esattamente quello che sta accadendo. Si indebita lo Stato, per far fronte alle esigenze attuali, facendo fede sulla possibilità di ripresa di questo modello di sviluppo per poter poi ripagare, un giorno, tale debito. Solo che questo debito non è solo grande. Sta diventando incommensurabile. E nessuno di noi sarà mai in grado di poterlo ripagare. Oltre questa bolla c'è il default statale. A fare fallimento, dopo le aziende, dopo le Banche, le Borse e le Assicurazioni, saranno gli Stati. Siamo, insomma, all'ultima fermata. A meno di sperare di scoprire nuovi pianeti in qualche galassia, e di convincerli a indebitarsi per noi, dunque, economicamente siamo arrivati proprio alla frutta. Dal punto di vista pratico e materiale, almeno per chi è riuscito a mantenere un lavoro, nell'immediato futuro è lecito aspettarsi che non cambi molto. Consumare un po’ meno, visti i ritmi di consumo attuali, non basterà a far scadere troppo il proprio tenore economico di vita. Attenzione: abbiamo scritto economico, perché dal punto di vista psicologico le cose cambiano. Evitare di cambiare automobile, acquistare vestiti o elettrodomestici in quantità inferiore rispetto a prima, o scegliere un luogo di villeggiatura più vicino alla propria residenza invece di raggiungere un paese esotico, dal punto di vista materiale sposta di poco la situazione. Dal punto di vista psicologico invece, in una società che ha nel solo consumo i motivi di gratificazione, la cosa può avere degli effetti piuttosto importanti. Di questi parleremo in altra occasione: il tema è fondamentale non solo per l'immediato, ma anche per cercare di approdare a un sistema di vita, oltre l'economico, migliore di quello attuale. Merita dunque uno spazio specifico che promettiamo di affrontare a breve. Stavolta continuiamo a concentraci sugli effetti materiali. Chi ha perso il lavoro e si trova già vicino all'indigenza deve dunque scontrarsi immediatamente anche con la parte materiale, ma per tutti vale la pena riflettere, soprattutto considerando quanto abbiamo detto nello scorso numero della rivista e considerando i probabili sviluppi dell'economia mondiale, su cosa è plausibile aspettarsi e su cosa è vivamente suggerito modificare. In una società con al centro scambi monetari e consumo in grave crisi finanziaria, dipendente dalle fonti energetiche fossili dirette verso l'esaurimento e con sistemi di vita centrati su tali elementi, è ovviamente sulla privazione di denaro che si deve ragionare. Vuoi per mancanza di lavoro, vuoi per aumento dei costi e delle tasse. Dunque la prima cosa da immaginare è come vivere con meno denaro. E con costi sempre maggiori anche delle cose indispensabili. È lecito aspettarsi, infatti, maggiori perdite di posti di lavoro, meno guadagni monetari, aumento delle tasse, aumento dei costi dei beni primari. L'Herald Tribune del 23 aprile riportava la notizia secondo la quale l'U.K. sta pensando di incrementare le tasse, per far fronte ai problemi debitori del Paese. Considerando il debito di Stato come fondamentale, visti gli interventi anti crisi di salvataggio della Banche & Co., è probabile dunque aspettarsi - anche per un minore numero di persone in grado di lavorare e dunque di contribuire al gettito fiscale dello Stato - che anche nel nostro Paese assisteremo a un ulteriore incremento delle tasse. È plausibile inoltre aspettarsi che uno Stato privato del gettito Iva derivante dalla riduzione dei consumi - alla quale si collegherà la chiusura di tanti esercizi commerciali e imprese operanti nei servizi connessi, con ulteriore perdita di posti di lavoro - tenti di incidere sulle tasse con un aumento di quelle dirette. E a maggior ragione, considerando che ci sarà una riduzione di spesa sui beni voluttuari di consumo, non vi sarà altra alternativa che vedere una riduzione dei servizi, con ulteriore perdita dei posti di lavoro, e un aumento dei costi dei beni primari. Si potrà vivere acquistando meno merci non indispensabili, ma si dovrà continuare a mangiare, bere e riscaldarsi. Su questo preme anche l'incognita inflazione: la continua immissione di denaro da parte delle Banche Centrali nel sistema, per scongiurare la (inevitabile, comunque) caduta delle Borse, porterà fatalmente a una crescita dei prezzi. E dunque all’aumento dei tassi di interesse (mutui, prestiti) e alla caduta del potere d'acquisto sia dei redditi che dei risparmi. Insomma, ribadiamo: meno denaro a disposizione. Va da sé, a questo punto, che il fuoco della riflessione debba svolgersi su due binari. Il primo: ipotizzare come vivere con meno denaro. Il secondo: ipotizzare come vivere in modo completamente diverso - sia sul piano psicologico che su quello pratico - rispetto a quanto si è fatto finora. Un’ulteriore riflessione, che facciamo en passant, riguarda il prevedibile aumento di tensioni sociali e di delinquenza, considerata l'escalation di scontenti ed emarginati. Molti consigli sono frutto di semplice buon senso. Il difficile non è starli a sentire considerandoli suggerimenti astratti e spunti di riflessione solo teorica. Il difficile è accettarli, riconoscerli, farli propri e, sopra ogni altra cosa, metterli in pratica. Ovvero, condividere l'analisi. Il treno, in altre (e conosciute) parole, si sta per schiantare. E sta rapidamente arrivando a quell’epilogo. Delle due l'una: rimanere sul treno e aspettare lo schianto, oppure scendere dal treno e cominciare una nuova vita. Il che implica problemi enormi e non aggirabili. Innanzitutto il fatto di scendere da un treno in corsa, e dunque le probabili conseguenze del salto. In secondo luogo trovarsi in una realtà disgregata e da ricostruire. Dove dover ricominciare tutto, o quasi. La differenza, essenziale, è che in quest'ultimo caso però saremo noi a guidare. Chi si sente pronto? Chi è tanto ribelle da farlo? Diffidate di chiunque prospetti scenari certi. Ancora di più, come abbiamo visto, di chi (quasi) impone di avere fiducia in una ripresa economica nello stesso solco del sistema che ha portato alla situazione attuale. Fatto questo, non resta che scendere dal treno. Con una serie di manovre essenziali - alcune, certamente, dolorose - e giocando qualche fiche al tavolo della previsione e della lungimiranza. Facendo fede sulla propria cultura e capacità di analisi. Innanzitutto non fare debiti di nessun tipo. Da subito. È il principio cardine sul quale si è retto il nostro sistema prima di esplodere: consumare a oltranza e spendere più di quanto si aveva. Appare persino superfluo, come argomento, non fosse che ancora oggi molti, tra quelli che possono avere accesso al credito, continuano imperterriti a ricorrere a rate di vario tipo pur di acquistare oggetti che il più delle volte sono superflui. In secondo luogo, iniziando un processo inverso, si deve cercare di estinguere il prima possibile i propri debiti. Mentre una volta acquisita la piena proprietà del bene che si è comperato a credito (ad esempio la casa) è plausibile sperare che essa non venga mai più espropriata, è molto alto il rischio che in una crisi strutturale come questa chi è in debito possa precipitare nell’insolvenza. Le ipoteche sono spade di Damocle sulle teste dei debitori. Meglio, dunque, eliminare gli oggetti superflui che si deve ancora finire di pagare, e utilizzare il più possibile il denaro che ancora si ha a disposizione per estinguere i debiti dei beni essenziali. Si tratta, con tutta evidenza, di un processo in primo luogo psicologico ancora prima che pratico, soprattutto nell'imporsi di non contrarre ulteriori debiti, per modesti che siano. Come ha ben scritto Serge Latouche, e per la verità molti altri ben prima di lui, il temi della decrescita e della decolonizzazione dell'immaginario sono fondamentali. Naturalmente tutto il discorso dello studioso francese, pur profondo nel messaggio, è molto superficiale. Il discorso della decrescita si situa nel solco del nostro modello di sviluppo e ne suggerisce un rallentamento, finanche uno stato di fermo. Ma in una ipotetica direttrice rimane nella stessa dimensione del problema. Ciò che in realtà auspichiamo, e ciò per cui ci battiamo, è invero una dimensione ulteriore dell'esistenza nel suo complesso. Una dimensione altra che deve situarsi in nuovi scenari, con approcci e obiettivi differenti. È nel senso, inteso nella duplice accezione di direzione e di significato, che si deve agire. E questo deve produrre degli effetti pratici. Per mettere in atto i quali si deve sposare una visione del mondo e della vita completamente differenti da quelli attuali. Vi è insomma bisogno di una Weltanschauung nuova - o perduta - che discende principalmente da un aspetto: ricominciare a stabilire cosa è importante e cosa non lo è. Dal punto di vista culturale e spirituale, la nostra società è infatti di una povertà assoluta. La vita della maggior parte delle persone si può sintetizzare in tre parole, come sappiamo: lavora, consuma, crepa. Se a una famiglia i cui componenti lavorano come schiavi sei giorni su sette togli il centro commerciale la domenica non resta nulla. E questo è tutto. Ovvero, il nulla. Uno dei motivi di tensioni sociali e di crisi attuale deriva infatti proprio da questo. Il pur becero, fittizio e inconistente benessere che derivava dallo spendere denaro e accumulare merce, allo stato attuale delle cose è venuto meno. Ed è rimasta unicamente la schiavitù da questo sistema. Il senso di vuoto, inteso come mancanza di contenuto, fino a ieri riempito dal surrogato della merce, è oggi una voragine che si apre all'interno della gente. Tale vuoto era originariamente colmato dal senso di cittadinanza, dal sapere che si faceva parte di un destino comune. Dai rapporti sociali e comunitari. Ma mentre la nostra società ha svuotato quasi del tutto questo contenuto fondamentale, provocando il vuoto che si andava a riempire attraverso i gironi danteschi degli scaffali, il processo inverso, oggi che viene meno il consumo, è molto più complesso. Perché ha bisogno di un percorso culturale le cui tracce, per chi è maggiormente inserito nel sistema stesso, sono di difficile individuazione. Ed è invece a queste che si deve tornare. Più facilitato, naturalmente, sarà chi non se ne è discostato troppo anche in questi decenni difficili per respirare. Così come lo sarà, almeno in parte, chi adesso si è finalmente convinto di doverle ricercare. Dal punto di vista pratico si deve pertanto resistere al consumo compulsivo per colmare altre lacune. E al frastuono dei centri commerciali, del mondo dei media pubblicitari, si sostituirà il silenzio necessario a scoprire e a percorrere l'altra dimensione dell'esistenza cui facevamo accenno. Ti puoi fidare dei tuoi condòmini? Molto spesso non ci si saluta neanche più in ascensore. Prepararsi ai prossimi anni necessita invece della riscoperta comunitaria. Potrebbe sembrare di essere soli, tutti contro tutti. In realtà c'è molta gente con la stessa sensazione, con le stesse necessità, che aspetta solo di ritrovare lo spirito comunitario di propri simili. Una delle cose più importanti è dunque quella di iniziare nuovamente a creare una rete, una propria rete di amicizie e persone fidate con le quali trovare coesione, alleanza. Amici, amici veri (quanti se ne hanno?) parenti, persone con le quali condividere gli stessi percorsi, le stesse necessità. Bisogna insomma trovare le basi per affrontare il periodo di transizione che abbiamo di fronte. Se prima pensavamo - meglio: qualcuno pensava - di poter essere felice con il carrello pieno, lo shopping la domenica, il nonno con la badante o spedito in un ospizio, i figli con la baby sitter e lavorare quaranta ore a settimana, annodare fili su fili per poi tentare di scioglierli con quindici giorni di ferie all'anno, ebbene per forza questo stato di cose dovrà cambiare. E sarà un bene. Per quanto attiene ai beni immobili il discorso è di una semplicità assoluta. Facciamo due esempi. Il primo, più comune, di chi si è indebitato una vita intera per acquistare un appartamento di 80 metri quadri a un terzo piano di una anonima periferia di una grande città. Il secondo, di chi ha fatto lo stesso per una casa fuori città, magari con un piccolo terreno intorno, o un giardino più o meno grande. Ora attenzione: nel primo caso, cosa si possiede? Una abitazione sospesa a un terzo piano, magari su un pianerottolo con altri tre appartamenti in un palazzo di cinque piani. Il che significa che in realtà si possiede un minimo corrispettivo di terreno, a terra, e un minimo corrispettivo di solaio. Da dividere con tutti gli altri condomini della stessa colonna del palazzo che, appunto, hanno in con-dominio, un tot di terreno sul quale - letteralmente - vivono uno sopra all'altro. Nel secondo caso, per esempio di una casa a due piani con un giardino intorno, non si è più un "Giovanni senza terra" ma si ha qualcosa che oltre a permettere di avere un tetto sopra la testa - di cui si è unico proprietario - offre potenzialmente la possibilità di un minimo di sussistenza. Insomma la differenza è enorme, proprio dal punto di vista pratico, e soprattutto in previsione di quanto potrebbe accadere in futuro. Il mondo moderno ha visto l'afflusso verso le città per andare incontro alla domanda-offerta di lavoro nelle attività tipicamente cittadine. Esercizi commerciali o servizi che siano. La concentrazione nelle città ha reso tutti dipendenti da due cose: il denaro per acquistare ciò che in città non si produce e dunque qui si deve far arrivare (soprattutto cibo) e il fatto di dover sottostare ai prezzi altissimi anche per un semplice appartamento. Per non parlare della qualità della vita, all'interno delle nostre città. Molte persone stanno capendo che il gioco non vale la candela. Per molti, soprattutto adesso, ovvero chi non ha un lavoro in città e dispera di averlo in futuro, è chiaro come sia assurdo tentare con le unghie di rimanere in un ambiente costosissimo che offre esattamente, peraltro, lo stile di vita cucito su misura al tipico uomo moderno che meccanismo del lavora-consuma-crepa. Cosa si rimane a fare, dunque, nelle caotiche, alienanti, costosissime, cancerogene città? Soprattutto: quanto le grandi città sono oggi in grado di poter offrire quello che serve per vivere? Materialmente, per vivere, non è che serva poi molto. Le esigenze sono sempre le stesse, almeno quelle di base. È dopo aver soddisfatte queste che viene il resto. Fino a ora, il resto significava soprattutto merce, cultura, divertimento. Ma la declinazione, la chiave di lettura di questi altri aspetti, è divenuta consumo. Consumo di merce, di cultura, di divertimento. Appunto. La vita come un costoso tubo digerente. Il “migliore dei mondi possibili” ha postulato di lavorare, di lavorare sempre di più, prima per vivere, e quindi per consumare. La domanda da porsi, alla fine, è sempre la stessa: quanto siamo diventati felici? Non è forse nell'avere meno, nel lavorare meno, nell'avere più tempo per sé che possiamo trovare le basi per affrontare questo periodo di transizione così come di un nuovo paradigma di vita? Non è che ci sia un metodo. Ci sono però alcuni principi. Partono innanzitutto da un processo di eliminazione: del caos, dello stress, del rumore, della lotta metropolitana che inizia la mattina quando ci alziamo per andare a lavoro, prosegue in ufficio, e ancora una volta mentre tentiamo di tornare a casa. È questo il momento di riscoprire alcuni punti chiave, come il contatto con la natura e gli spazi vitali più ampi (via dalle fabbriche e dalle città); le occupazioni più legate al territorio e alla persona (rispetto alla alienazione di produrre qualcosa di inutile); la riscoperta della comunità, della partecipazione e della collaborazione (rispetto alla logica competitiva del tutti contro tutti). Le parole d'ordine, in tal senso, sono riduzione, disintossicazione, localismo, autoproduzione, scambio, prossimità, comunità. Ridurre i consumi anche prima di doverlo fare per forza. Sottrarsi alla dipendenza indotta dalla propaganda. Scegliere un territorio nel quale radicarsi, autoprodurre il possibile e innescare processi di scambio e sostegno reciproco all'interno di comunità che vogliono condividere lo stesso percorso culturale e di vita. Può non essere affatto sbagliato indirizzare i propri figli a studiare agraria. È indispensabile ricostruire il tessuto sociale che la competizione del nostro mondo ha disintegrato per sconfinare nella lotta di tutti contro tutti. E attenzione: se uno dei punti cardine di tutto il processo di transizione è quello della diminuzione, l'altro, ancora più importante, è quello della differenziazione. Perché riduzione non significa vivere nello stesso solco al quale siamo abituati semplicemente impoverendo - dal punto di vista materiale - la propria vita. La chiave di volta è quella di sostituire alcune caratteristiche della nostra attuale vita alienata con altre ormai perdute. Allo spostamento nel traffico si deve sostituire un lavoro locale, che non necessiti spostamento. Alle ore di lavoro straordinario per avere qualche euro in più da spendere in sciocchezze si può sostituire il tempo libero per fare altre attività più edificanti, per se stessi e per la comunità nella quale si vive. Non vi è praticamente attività, passione, attitudine e capacità che non possa essere applicata e declinata anche in situazioni locali, invece che globali come facciamo adesso. È la finalità con la quale si svolge l'occupazione che deve cambiare. Fino a ora era accumulo di denaro e competizione personale. Domani (o già oggi) può diventare miglioramento della propria comunità, oltre che costruzione personale come è giusto che sia. E avremo dato scacco matto al sistema. Torneremo sull'argomento con esempi pratici di chi lo sta facendo. Presto. April 29 piccole soddisfazioni...Visto che la tecnologia ce lo permette, vi invito a cercare i profili e i blog dei nostri esimi politicanti (di destra, sinistra o centro... lo sapete che ormai non fa differenza) e, se lo condividete, lasciare il testo che segue (in bacheca, come commento... in qualsiasi modo). Certo forse svanirà nel nulla, non cambierà le cose, ma vi farà sentire meglio! ed è uno dei tanti piccoli mezzi per fargli capire che le pecore in cui ci hanno trasformato stanno tornando leoni che ruggiranno e combatteranno per la loro libertà! Commento: *** Tengo a precisare che non sono un suo sostenitore. Approfitto di questa possibilità per poter scrivere qualcosa che venga letto da uno dei fantastici rappresentanti del nostro democratico parlamento. Non me ne vorrà, certo sono sicuro che avrà visto di peggio... Volevo solo avvertirla di una cosa: la gente sta iniziando a capire che voi lì non servite a niente, che non siete la nostra volontà, siete solo i servi di poteri più alti. Da una parte vi chinate e lavorate per loro, dall'altra mettete su il teatrino della democrazia per far sì che la gente si senta al sicuro, per dare l'illusione della scelta. Dica ai suoi padroni, da parte mia, che per piegarci tutti non basterà l'invenzione terrorismo, pianificare la 3^ Guerra Mondiale, e neanche il pericolo ambientale/climatico a cui lavorano da decenni... perché ci stiamo svegliando! e fareste bene a farlo anche voi: non sarà piacevole essere dalla parte sbagliata, quando la gente chiederà il conto di tutto questo! *** April 26 il vero razzismo è la censuraPer tutti quelli che hanno letto di sfuggita notizie sul discorso di Mahmud Ahmadinejad alla Conferenza di Ginevra e che purtroppo si sono ritrovati a leggere solamente poche frasi estrapolate, ma anche e soprattutto fiumi di parole "contro" quelle di Ahmadinejad, anche da parte di chi, quel discorso, non l'ha neanche ascoltato. Alcuni giornali e giornalisti hanno commentato con frasi di questo genere: "Molti sono i governi che hanno deciso di disertare l'appuntamento per timore che si trasformi in un processo a Israele" Timore di un processo?... Se anche quel discorso si fosse tradotto in un'accusa, e quindi in un processo, perché temerlo? Non rispondo... Però, per quanto ne so io, di solito hanno timore di un processo solo i colpevoli e i complici. Riporto alcune frasi estrapolate da me, e poi il discorso per intero... sono certo le parole del presidente iraniano non vi appariranno così razziste, terroriste e pericolose come i media le hanno descritte. Ad ogni modo tutte le voci vanno ascoltate, al di là di quanto possano piacere o no! A maggior ragione se parliamo delle Nazioni Unite! ![]() Stralci: Le potenze vittoriose si atteggiarono a conquistatori del mondo, ignorando o calpestando i diritti delle altre nazioni attraverso l’imposizione di leggi oppressive e ordinamenti operanti a livello internazionale. Dovrebbe essere riconosciuto che boicottare una conferenza come questa, di straordinario livello internazionale, è un’indicazione evidente di supporto ad un esempio di razzismo manifesto. Voglio anche porre l’accento sulla circostanza che il liberalismo ed il capitalismo occidentali hanno raggiunto il loro punto terminale anche in virtù della mancata percezione della verità relativa al mondo e agli esseri umani, per ciò che realmente sono. Essi hanno imposto i loro propri obiettivi e la loro guida agli esseri umani, senza riguardo alcuno per i valori umani e divini, la giustizia, la libertà, l’amore e la fratellanza, ma vivendo esclusivamente in funzione di una competizione esasperata, e sull’assicurazione di interessi individuali e di gruppo di natura materiale. Secondo, tenendo presente l’inefficienza degli attuali sistemi politici, economici e di sicurezza internazionali, è necessario concentrarsi sui valori umanitari e della fede, facendo costante riferimento alla vera definizione di esseri umani, che si basa sulla giustizia e sul rispetto dei diritti di tutti i popoli di tutti i luoghi del mondo, e riconoscendo gli errori trascorsi nella passata amministrazione fondata sul dominio, così da adottare misure collettive per riformare gli ordinamenti esistenti. Cari Amici, siate consapevoli che il movimento in direzione della giustizia e della dignità umana è come lo scorrere veloce di un fiume. Facciamo in modo di non dimenticare l’essenza dell’amore e dell’affetto. Il promesso futuro degli esseri umani è una ricchezza enorme che può servire i nostri propositi di costruire un mondo nuovo restando uniti. Discorso per intero: Signor Presidente, onorevole Segretario Generale delle Nazioni Unite, onorevole Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Signore e Signori: Siamo qui riuniti per il proseguimento della conferenza di Durban contro il razzismo e la discriminazione razziale, per elaborare metodi pratici da adottare nelle nostre sacre campagne umanitarie. Nel corso dei secoli trascorsi, l’umanità ha attraversato enormi sofferenze e dolori. Durante l’epoca medievale, filosofi e scienziati venivano condannati a morte. Poi seguì un periodo di schiavitù e di commercio degli schiavi. Milioni di persone innocenti vennero catturate, separate dalle loro famiglie, dai loro cari, per essere condotte in Europa e in America nelle condizioni peggiori. Si trattò di un periodo buio, fatto di occupazioni, saccheggi e massacri ai danni di quelle persone innocenti. Dovettero passare molti anni perché le nazioni si risvegliassero per combattere in nome della loro libertà ed indipendenza, pagandole a caro prezzo. Milioni di vite andarono perse per cacciare gli occupanti e stabilire governi nazionali e indipendenti. Però i detentori del potere non impiegarono molto tempo ad imporre due guerre all’Europa, che afflissero anche parte dell’Asia e dell’Africa. Queste guerre orribili decimarono milioni e milioni di vite, lasciandosi dietro una massiccia devastazione. Fosse stata imparata la lezione impartita dalle occupazioni, dagli orrori e dai crimini di queste guerre, sarebbe spuntato un raggio di speranza per il futuro. Le potenze vittoriose si atteggiarono a conquistatori del mondo, ignorando o calpestando i diritti delle altre nazioni attraverso l’imposizione di leggi oppressive e ordinamenti operanti a livello internazionale. Signore e Signori, osserviamo dunque il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che è uno dei lasciti della Prima e della Seconda Guerra mondiale. Quale era la logica dietro la garanzia del diritto di veto per i suoi membri? Come può una tale logica soddisfare i valori spirituali e umanitari? Non parrebbe per niente conforme ai riconosciuti principi di giustizia, di eguaglianza davanti alla legge, dell’amore e della dignità umana? Non sembrerebbe piuttosto significare discriminazione, ingiustizia, violazione dei diritti umani o umiliazione della maggioranza delle nazioni e dei Paesi? Il Consiglio è il più importante organismo mondiale in grado di decidere della sicurezza e della salvaguardia della pace internazionale. Come possiamo aspettarci la realizzazione della pace e della giustizia quando la discriminazione viene legalizzata e la fonte stessa del diritto è dominata dalla coercizione e dalla forza piuttosto che dalla giustizia e dal diritto? La coercizione e l’arroganza sono l’origine dell’oppressione e delle guerre. Sebbene oggi molti fautori del razzismo condannano la discriminazione razziale a parole e negli slogan, un certo numero di Paesi potenti sono autorizzati a decidere in nome di altre nazioni sulla base dei loro propri interessi e a loro discrezione, potendo a loro volta violare facilmente tutte le leggi e i principii umanitari, come in effetti fanno. A seguito della Seconda Guerra mondiale, hanno fatto ricorso all’aggressione militare per defraudare della terra un’intera nazione, avendo a pretesto la sofferenza degli Ebrei, ed hanno inviato immigrati dall’Europa, dagli Stati Uniti e da altre parti del mondo, con lo scopo di stabilire un governo completamente razzista nella Palestina occupata. E infatti, a compensazione delle spaventose conseguenze del razzismo europeo, essi hanno contribuito a portare al potere il più crudele e repressivo regime razzista in Palestina. Il Consiglio di Sicurezza ha preso parte alla stabilizzazione del regime occupante, e l’ha sostenuto nei sessanta anni passati dandogli mano libera per commettere ogni sorta di atrocità. Ed è ancora più deplorevole che un certo numero di governi occidentali e degli Stati Uniti si sono impegnati a difendere quei razzisti autori del genocidio, mentre la coscienza lucida ed il libero pensiero delle persone sa condannare l’aggressione, le brutalità e i bombardamenti sui civili di Gaza. I sostenitori di Israele sono sempre stati complici o silenziosi di fronte ai crimini perpetrati. Cari amici, eminenti delegati, Signore e Signori. Quali sono le cause profonde dell’attacco statunitense all’Iraq o dell’invasione dell’Afghanistan? C’è stata altra motivazione all’invasione dell’Iraq, oltre alla tracotanza della precedente amministrazione americana e alle crescenti pressioni da parte dei detentori di potere e ricchezza, intenzionati ad espandere la loro sfera di influenza, impegnati a rincorrere gli interessi dei giganti produttori di armi a danno di una nobile cultura con un bagaglio storico di migliaia di anni, e nello tempo tempo ad eliminare le minacce reali e potenziali al regime Sionista provenienti dai Paesi musulmani, conquistando il controllo e lo sfruttamento delle risorse energetiche del popolo iracheno? Davvero, per quale ragione quasi un milione di persone è stato ucciso e ferito, e molti altri sono stati resi profughi? Perché il popolo iraniano ha dovuto soffrire perdite enormi, che ammontano a centinaia di miliardi di dollari? E perché i miliardi di dollari di queste azioni militari devono essere pagati dai cittadini americani? Non è vero che l’azione militare contro l’Iraq è stata pianificata dai Sionisti e dai loro alleati all’interno della precedente amministrazione statunitense con la complicità dei Paesi produttori di armi e dei detentori della ricchezza? E l’invasione dell’Afghanistan, ha forse ristabilito la pace, la sicurezza ed il benessere economico in quel Paese? Gli Stati Uniti e i loro alleati non solo hanno fallito nel ridurre la produzione di oppio in Afghanistan, ma la sua coltivazione si è addirittura moltiplicata nel corso dell’occupazione. L’interrogativo fondamentale allora è – qual è stata la responsabilità e il ruolo svolto dall’amministrazione degli Stati Uniti e dei suoi alleati? Erano lì in rappresentanza degli altri Paesi del mondo? Hanno ricevuto un mandato da essi? Sono stati autorizzati dai popoli del mondo ad interferire ovunque, e naturalmente soprattutto nella nostra regione? Oppure le iniziative intraprese sono un chiaro esempio di egocentrismo, di razzismo, di discriminazione o di violazione della dignità e dell’indipendenza delle nazioni? Signore e Signori, chi è il responsabile dell’attuale crisi economica mondiale? Dove è cominciata? Dall’Africa, dall’Asia, o dagli Stati Uniti, per poi diffondersi attraverso l’Europa e i suoi alleati? Per un lungo periodo di tempo, essi hanno imposto una regolamentazione economica iniqua, forti del loro potere politico. Hanno imposto un sistema finanziario e monetario privo di un appropriato meccanismo di controllo internazionale su nazioni e governi che non avevano alcuna parte negli orientamenti e nelle politiche di repressione. Non hanno neanche consentito ai loro cittadini di sorvegliare o monitorare le politiche finanziarie da loro adottate. Hanno introdotto una serie di leggi e regolamenti in spregio di qualsiasi valore morale, col solo obiettivo di difendere gli interessi dei possessori di ricchezza e dei detentori del potere. Inoltre, hanno definito un concetto di economia di mercato e di competizione che ha negato molte opportunità economiche a disposizione di altri Paesi nel resto del mondo. Hanno persino affibbiato ad altri i loro problemi, mentre la crisi rimbalzava a ondate e affliggeva le loro economie con migliaia di miliardi di dollari di deficit di bilancio. E oggi pompano centinaia di miliardi di dollari di liquidi, presi dalle tasche dei loro cittadini e dalle altre nazioni, nelle banche che falliscono, nelle società e nelle istituzioni finanziarie, rendendo la situazione sempre più complicata sia per il sistema economico che per le persone. Sono semplicemente concentrati sul mantenimento del potere e delle risorse. Non potrebbe interessargli di meno dei loro cittadini, figuriamoci delle altre nazioni. Signor Presidente, Signore e Signori, il Razzismo si sprigiona dalla mancanza di conoscenza del fondamento dell’esistenza dell’uomo come creatura prescelta da Dio. Rappresenta anche il prodotto della deviazione dal vero cammino della vita e dalle responsabilità dell’umanità nel mondo della creazione, laddove viene meno l’adorazione di Dio, e non si è più in grado di riflettere sulla filosofia della vita o sul cammino che conduce alla perfezione, gli ingredienti fondamentali dei valori divini e umani, per questa via restringendo l’orizzonte della visione dell’uomo e servendosi di interessi limitati e caduchi come parametro della sua azione. Questa è la causa per cui il potere maligno ha preso forma e ha accresciuto il suo regno di influenza, mentre altri venivano privati della possibilità di godere di eque e giuste opportunità di sviluppo. Il risultato è stata la creazione di un razzismo a briglie sciolte, che pone le più gravi minacce alla pace internazionale, e che ostacola la strada alla costruzione di una coesistenza pacifica a livello globale. Certamente il razzismo è simbolo dell’ignoranza che ha radici profonde nella storia, e rappresenta, senza alcun dubbio, il segno della frustrazione nel progresso della società umana. E’ dunque di importanza cruciale riconoscere le manifestazioni di razzismo nei singoli episodi e nelle società dove prevalgono ignoranza o difetto di conoscenza. Questa crescente consapevolezza generale e la comprensione della filosofia dell’esistenza dell’uomo sono lo strumento principale della battaglia contro le manifestazioni del razzismo, e rivelano la verità, secondo cui il genere umano si fonda sulla creazione dell’universo e la chiave per risolvere il problema del razzismo è costituito dal ritorno ai valori spirituali e morali e alla disposizione definitiva ad adorare Dio Onnipotente. La comunità internazionale deve intraprendere iniziative collettive per risvegliare la consapevolezza nelle società afflitte, dove prevale tutt’ora l’ignoranza alla base del razzismo, così da arrestare la propagazione di queste manifestazioni maligne. Cari Amici, oggi la comunità umana sta affrontando un genere di razzismo che sporca l’immagine del genere umano al principio del terzo millennio. Il Sionismo Mondiale incarna quel razzismo che si affida falsamente alla religione e che abusa del sentimento religioso per celare il suo volto di infamia e di odio. Comunque, è di assoluta importanza portare allo scoperto gli obiettivi di alcuni dei poteri mondiali, e di quanti controllano enormi risorse economiche ed interessi a livello globale. Essi mobilitano tutte queste risorse, inclusa la loro influenza economica e politica sui media mondiali, per garantire un sostegno vano al regime Sionista e per sminuire colpevolmente l’indegnità e il disonore di questo regime. Questa non è semplicemente una questione di ignoranza, e non si possono ridurre simili fenomeni a campagne di rappresentanza. Devono essere compiuti dei tentativi per porre fine all’abuso dei Sionisti e dei loro sostenitori politici internazionali, nel rispetto della volontà e delle aspirazioni di ciascuna nazione. I governi devono essere incoraggiati nelle loro battaglie volte a sradicare questo razzismo barbarico, e a procedere ad una riforma delle attuali procedure internazionali. Non c’è dubbio che voi tutti siate consapevoli delle cospirazioni di alcuni poteri e dei circoli Sionisti, che sono in contrasto con gli scopi e gli obiettivi che si pone questa conferenza. Disgraziatamente, ci sono scritti e dichiarazioni a supporto dei Sionisti e dei loro crimini. Ed è dovere degli onorevoli rappresentanti delle nazioni svelare queste trame che procedono in senso opposto ai valori e ai principii umanitari. Dovrebbe essere riconosciuto che boicottare una conferenza come questa, di straordinario livello internazionale, è un’indicazione evidente di supporto ad un esempio di razzismo manifesto. Nell’ambito della difesa dei diritti umani, è di prioritaria importanza difendere il diritto di tutte le nazioni ad un’equa partecipazione a tutti i processi di decisione internazionale, al riparo dell’influenza di certi poteri mondiali. In secondo luogo, è necessario procedere ad una ristrutturazione delle organizzazioni internazionali esistenti e ai loro rispettivi ordinamenti. Ecco perché questa conferenza è un banco di prova, e l’opinione pubblica mondiale di oggi e di domani valuterà le nostre decisioni e le nostre azioni. Signor Presidente, Signore e Signori, il mondo sta per affrontare fondamentali e rapidi cambiamenti. Le relazioni di potere sono diventate deboli e fragili. Il rumore delle crepe nei pilastri del sistema mondiale si può avvertire con chiarezza. Le più importanti strutture politiche ed economiche sono sull’orlo del collasso. All’orizzonte compaiono crisi politiche e di sicurezza. Il peggioramento della crisi economica, per cui non si riesce ad intravedere una prospettiva brillante, dimostra un’onda crescente di cambiamenti globali di lungo termine. Io ho ripetutamente enfatizzato la necessità di un cambiamento della direzione sbagliata verso cui il mondo è condotto oggi, e ho anche ammonito sulle funeste conseguenze in caso di ritardo di fronte a questa responsabilità cruciale. Ora, nel corso di questo notevole evento, vorrei annunciare a tutti i leaders, agli intellettuali, alle nazioni del mondo presenti a questo incontro e a tutti coloro che aspirano alla pace e al benessere economico, che l’iniqua gestione economica del mondo è giunta al capolinea. Lo stallo era inevitabile, data la logica oppressiva e impositiva della gestione. La logica di una gestione collettiva degli affari del mondo si basa su aspirazioni nobili, a loro volta imperniate sugli esseri umani e la supremazia di Dio l’Onnipotente. Perciò rifiuta qualunque politica o progetto che va contro l’influenza delle nazioni. La vittoria del bene sul male e la fondazione di un sistema mondiale giusto sono state promesse dall’Onnipotente e dai suoi messaggeri, ed è stato un obiettivo condiviso degli esseri umani appartenenti alle più diverse società nel corso della storia. La realizzazione di un simile futuro dipende dalla conoscenza della creazione e dalla fede. La creazione di una società globale è infatti la realizzazione di un obiettivo nobile, raggiunto dalla costituzione di un sistema comune retto dalla partecipazione di tutte le nazioni del mondo a tutti i principali processi di decisione, e aderendo senza indugio a questo obiettivo. Le capacità tecniche e scientifiche, così come la tecnologia delle comunicazioni, hanno reso possibile una comprensione comune e diffusa della società, e hanno reso disponibile la necessaria piattaforma per un comune sistema. Ora sta agli intellettuali, ai filosofi, ai politici adempiere alla loro responsabilità storica, credendo fermamente a questa idea. Voglio anche porre l’accento sulla circostanza che il liberalismo ed il capitalismo occidentali hanno raggiunto il loro punto terminale anche in virtù della mancata percezione della verità relativa al mondo e agli esseri umani, per ciò che realmente sono. Essi hanno imposto i loro propri obiettivi e la loro guida agli esseri umani, senza riguardo alcuno per i valori umani e divini, la giustizia, la libertà, l’amore e la fratellanza, ma vivendo esclusivamente in funzione di una competizione esasperata, e sull’assicurazione di interessi individuali e di gruppo di natura materiale. Adesso dobbiamo imparare dal passato intraprendendo sforzi collettivi per affrontare le sfide presenti, ed a questo proposito, e a chiusura del mio intervento, vorrei attirare la vostra attenzione sui due aspetti importanti: Primo, è assolutamente possibile migliorare la situazione esistente al mondo. Ma ciò può essere fatto solo attraverso la cooperazione di tutti i Paesi, in modo da sfruttare al meglio le potenzialità e le risorse esistenti. La mia partecipazione a questa conferenza è motivata proprio dalla convinzione in questa soluzione, e nella nostra comune responsabilità nella difesa dei diritti delle nazioni, di fronte alle sinistre manifestazioni del razzismo e schierandoci al vostro fianco, i filosofi del mondo. Secondo, tenendo presente l’inefficienza degli attuali sistemi politici, economici e di sicurezza internazionali, è necessario concentrarsi sui valori umanitari e della fede, facendo costante riferimento alla vera definizione di esseri umani, che si basa sulla giustizia e sul rispetto dei diritti di tutti i popoli di tutti i luoghi del mondo, e riconoscendo gli errori trascorsi nella passata amministrazione fondata sul dominio, così da adottare misure collettive per riformare gli ordinamenti esistenti. In questo senso, è di importanza cruciale una rapida riforma del Consiglio di Sicurezza, compresa l’eliminazione di un diritto di veto discriminatorio, ed il cambiamento dei sistemi finanziari e monetari mondiali. E’ chiaro che sottovalutare l’urgenza del cambiamento equivale a sopportare costi di ritardo ancora più gravi. Cari Amici, siate consapevoli che il movimento in direzione della giustizia e della dignità umana è come lo scorrere veloce di un fiume. Facciamo in modo di non dimenticare l’essenza dell’amore e dell’affetto. Il promesso futuro degli esseri umani è una ricchezza enorme che può servire i nostri propositi di costruire un mondo nuovo restando uniti. Per fare del mondo un luogo migliore, colmo di amore e di benedizione, un mondo senza povertà né odio, benedetto dai crescenti doni di Dio l’Onnipotente e da una virtuosa condotta del perfetto essere umano, stringiamoci le mani in amicizia, per il raggiungimento di un simile nuovo mondo. Ringrazio il Signor Presidente, il Segretario Generale e tutti gli illustri partecipanti per aver avuto la pazienza di ascoltarmi. Grazie di cuore. Mahmud Ahmadinejad Fonte del discorso tradotto in italiano: http://civiumlibertas.blogspot.com/2009/04/il-discorso-di-ahmadinejad-sui-diritti.html April 22 Soluzioni e Consigli per Combattere il Sistema - da ZEITGEIST addendum (addattato italiano)Alcune parti del documentario indipendente Zeitgeist Addendum di Peter Joseph, con contenuti adattati per la situazione italiana. Si sottolineano alcune linee guida per combattere il sistema che ci tiene in quotidiana schiavitù. Promuovi il video, ma non ti fermare a questo: informati, consulta siti indipendenti, parlane con gli amici... è ora di muoversi! Consiglio alcuni siti, documentari e personaggi da cui trarre informazioni: http://www.movimentozero.org http://www.comedonchisciotte.org http://www.megachip.org http://www.canisciolti.info/ http://www.disinformazione.it/ ---------------------------------------- -------- Zeitgeist Addendum (Peter Joseph) http://video.google.it/videoplay?doci... End Game (Alex Jones) http://www.youtube.com/watch?v=G7J5Aq... Genius Seculi http://video.google.it/videoplay?doci... The Corporation (Michael Moore) http://www.youtube.com/watch?v=cNO7t6... I Segreti del Controllo Globale (David Icke) http://video.google.it/videoplay?doci... La storia delle cose http://video.google.it/videoplay?doci... Zeitgeist, il film (Peter Joseph) http://video.google.it/videoplay?doci... ---------------------------------------- Giulietto Chiesa Eugenio Benetazzo Massimo Fini Paolo Barnard Maurizio Pallante April 10 RisvegliStanno cercando in tutti i modi di tenerci all'oscuro del risveglio globale in atto. Nonostante la frammentazione sociale che si rispecchia in una frammentazione anche dell'attivismo, vediamo una direzione comune che si sta delineando: la gente comune ha iniziato a capire i meccanismi e a vedere i fili che muovono le loro vite. Per questo gli organi di informazione cercano disperatamente di minimizzare o far passare queste proteste per deplorevoli, insensate ed estremiste. Ma il loro gioco "dividi e conquista" sta giungendo al termine. Il mondo è uno solo. Noi siamo il mondo. Noi siamo uno. April 06 Beppe Grillo censura preventiva!In riferimento al mio precedente post nel quale mi chiedevo come fosse possibile che non riuscissi a lasciare un commento sul blog di Beppe Grillo... credo il motivo sia quello mostrato nel video. Come sempre resto a disposizione per chiunque voglia aggiungere qualcosa a riguardo. April 04 Trust No One Non sono abituato a scrivere post del genere. Ma non posso esimermi. Ho sempre riconosciuto le parole e le battaglie di Beppe Grillo come giuste ed utili. Ma questo non mi può far accettare qualsiasi suo comportamento. Beppe Grillo, assieme alla società che lo supporta, la Casaleggio Associati, ha creato quella che è chiamata "mappa del potere". In pratica è un sito nel quale si possono consultare quali connessioni esistono tra i vari consigli d'amministrazione delle società quotate in borsa. Lo stesso Grillo lo pubblicizza spesso e ne va fiero, perché in effetti mette in evidenza il marcio e la corruzione di questo sistema, nel quale troppe persone sono in più di un consiglio d'amministrazione, con evidentissimi problemi di conflitto d'interessi. Ora, sto scrivendo questo post per pubblicare una DOMANDA che volevo fare a Beppe, riguardo questa mappa... Perché la sto pubblicando sul mio blog e non la faccio direttamente a lui? Perché in realtà io ci ho provato, ma non ci sono riuscito: gli ho posto questa domanda tramite un commento sul suo blog, più d'una volta a dire il vero, e da svariate ore a questa parte, ma stranamente... molto stranamente... quanto gli ho scritto non compare tra i commenti. Di seguito la mia domanda: *** Il tuo discorso al parlamento europeo è stato fantastico! La mappa del potere è veramente utile, però mi chiedevo un paio di cose: Perché nella mappa non compare nessuno della CASALEGGIO ASSOCIATI né la società stessa? Soprattutto Enrico SASSOON... sarebbe interessante vedere che una persona che collabora con te è "Director" nella CHAMBRE OF COMMERCE ITALY, società che collabora ed ha all'interno personaggi della Microsoft corporation italia, ExxonMobile, Cisco System... e soprattutto Giuseppe Cattaneo che fa parte della ASPEN INSTITUTE. Nel comitato esecutivo della ASPEN, per esempio, troviamo: Luigi Abete, Giuliano Amato, Lucia Annunziata, Francesco Caltagirone, Giuseppe Cattaneo, Fedele Confalonieri, Francesco Cossiga, Gianni De Michelis, John Elkann, Cesare Geronzi, Enrico Letta, Gianni Letta, Emma Marcegaglia, Paolo Mieli, Mario Monti, Tommaso Padoa Schioppa, Corrado Passera, Riccardo Perissich, Romano Prodi, Cesare Romiti, Carlo Scognamiglio, Giulio Tremonti, Giuliano Urbani. Certo queste sono società non a scopo di lucro, non sono quotate in borsa, mi dirai… bella scusa: per una mappa che si chiama “del potere” sarebbe fondamentale invece sottolineare i collegamenti che ci sono tra questi personaggi e queste società! La Aspen ha come scopo (cito dal loro sito web) “l'internazionalizzazione della leadership imprenditoriale, politica e culturale del Paese” attraverso “il ‘metodo Aspen’ che privilegia il confronto ed il dibattito ‘a porte chiuse’” Alcuni di quei personaggi fanno parte del Bilderberg Group, della Commissione Trilaterale e il Consiglio per le Relazioni Estere… Vuoi farci credere che una società che ha al suo interno membri del genere che si vedono “a porte chiuse” non sia importante? Che non abbia abbastanza potere da inserirla nella mappa? Molti potrebbero pensare che invece stai appositamente nascondendo una parte del potere… guarda caso proprio quella che è collegabile alla Casaleggio e quindi a te. Beppe, che cosa ci stai facendo??!! *** Se qualcuno sa spiegarmi il motivo per cui quanto sopra non sia mai comparso tra i commenti al blog di Grillo (per quanto mi sia stato possibile verificare, non si tratta di censura a posteriori, ma potrei sbagliarmi), o vuole dire qualunque cosa in proposito, criticare, aggiungere qualcosa... è ben accetto, e può lasciare un commento o contattarmi personalmente. March 24 addio ad orologeriasparirò
anche per te come faccio sempre non sto prevedendo il futuro è solo che non riesco a non finire la frase di una filastrocca che so a memoria March 17 scenderequando mi danno del pazzo. quando mi danno dell’idealista, dell’illuso, dell’attivista, del salvatore, dell’incoerente… mi rendo conto che io sono sempre lo stesso, le cose che dico si basano sui soliti concetti. è la sensibilità altrui che poi mi dipinge in tutti quei diversi modi. posso capirlo. quando si affronta un discorso del tutto nuovo è la nostra sensibilità che fa da filtro, ed ognuno reagisce, davanti a questa novità, imprevedibilmente, istintivamente, come un bambino nudo che gattona verso il suo primo giocattolo. l’opposto si può vedere quando vengono trattati argomenti popolari: le differenze di opinione si assottigliano sensibilmente. eppure non dovrebbe esserci alcuna differenza: dovrebbe essere comunque la nostra sensibilità a farci da tramite per la comprensione, l’assimilazione e la critica di ogni cosa, sia questa nuova o no. probabilmente questo non è altro che una prova di quanto le nostre opinioni non siano autodeterminate. quando non è il dogma a regalarci delle catene che ci legano da una parte all’istituzione stessa a cui il dogma appartiene, dall’altra alle persone che credono in esso rassicurandoci in una sorta di falso calore familiare, la mancanza di autodeterminazione dell’opinione è frutto di menzogne ripetute e verità tenute nascoste, associate all’instillazione del timore del libero pensiero che, nella società, è ormai considerato una pericolosa inclinazione che porta all’emarginazione. emblematico è come venga considerato il sistema economico moderno. questo sistema è una trama di regole su cui la società si è basata e da cui la società è stata modellata. ottenere un posto di lavoro, avviare un’attività, ottenere denaro per poter acquistare ciò di cui abbiamo bisogno… queste azioni stanno alla base della società nel cosiddetto mondo civilizzato… ma non sono ‘la vita’! questo è solo un sistema. non è l’unico e sicuramente non è il migliore. è come se qualcuno stesse giocando a monopoli, una partita lunghissima, a cui gioca ogni giorno, per ore… e ci sono un sacco di persone attorno a lui, in tv, alla radio che non fanno altro che sottolineare l’importanza di questo gioco. si arriva a un punto in cui, quando questo smette di giocare e torna alla sua vita, alla sua famiglia, ai suoi interessi, alle sue passioni, non riesce a pensare ad altro che a come mettere un altro albergo su parco della vittoria. è questo che sta succedendo alla nostra società. siamo stati gettati su un treno che viaggia 500 km/h, e le uniche cose che riusciamo a fare sono trovarci un posto, stare seduti, il più comodi possibile. quando qualcuno guarda fuori dal finestrino, le immagini sono confuse… è difficile capire da dove siamo partiti, dove stiamo andando. è molto più semplice crearsi un gioco lì dentro: competere per trovare un posto a sedere, o magari migliore di quello sul quale si è seduti, mentre il motore del treno grida la sua potenza cibandosi di miliardi di vite che hanno avuto la sfortuna di nascere in bolivia, in somalia, in etiopia… e quando vedrete qualcuno cercare di fermare quel treno in qualche modo, fosse anche semplicemente mettendocisi davanti, pensateci due volte prima di dargli del pazzo, dell’idealista, dell’illuso, dell’attivista, del salvatore, dell’incoerente… pensate prima a quanto sia ipocrita l’alibi che vi state costruendo additando semplicemente i suoi difetti o catalogandolo, mentre ve ne state comodamente seduti, sfrecciando su binari insanguinati da milioni di vite innocenti. io non penserei ad altro che a scendere. March 14 domani 15 Marzo - Zeitgeist-Day - scegli di svegliarti!Vedere Zeitgeist è un dovere morale,
indipendentemente dal tuo credo religioso o politico.
Semplicemente DEVI vederlo.
L'obiettivo è dar vita ad una presa di coscienza seza precedenti e dare all'umanità la possibilità di rinascere.
consulta la lista dei luoghi dove avverrà lo Z-Day in italia
trailers dei documentari doppiati
(nella descriz. dei video trovate il link per il download del documentario completo)
SCEGLI DI SVEGLIARTI
...ti aspettiamo...
January 28 il sassolino nella scarpa laicaStavo cercando il bandolo della matassa che mi permettesse di trovare una via di guarigione da questo astio che ho dentro… ma poi mi son fermato. Impossibile da trovare. E non voglio trovarlo. Sono stufo marcio del fatto che l’ateismo e la laicità siano considerate cose con cui convivere, come fossero l’eccezione a una società perfetta che invece ha una sana fede in qualcosa! E questo solo nel caso esse vengano tenute segrete, nascoste nella propria intimità: perché non appena qualcuno ha l’idea di esternare la propria laicità (cosa di solito rara, perché non siamo noi ad aver l’abitudine di sventolarla ai 4 venti, considerarci nel vero assoluto e cercare di convincere più persone possibile… questa peculiarità spetta a quelli della ‘riva opposta’) questa viene vista come un attacco, un’offesa verso tutte le altre religioni. Ci fate quasi sentire in colpa! Eppure a me non da nessun fastidio che voi ogni domenica andiate a messa, o che vi inginocchiate verso la mecca. A me questi atteggiamenti non danno fastidio, non minano la mia razionalità né la mia convinzione che non esista nessun dio di quelli descritti nei vostri sacri libri di fantascienza. Certo sì, devo ammetterlo, sembrate un po’ ridicoli ai miei occhi… ma chi non lo è in fondo? Perciò perché prendervela così tanto se qualcuno ha il coraggio di dire “dio non esiste”? quale errore c’è nell’affermare la propria laicità? Non è forse un diritto pari a quello di affermare il proprio credo? Beh, lo ammetto, la colpa è anche un po’ mia… sì perché sto facendo un discorso razionale e logico, quando in realtà mi sto rivolgendo a voi credenti. Cattolici in primis. Chi ha una fede in qualcosa che si basa su un libro che afferma, per esempio, che la terra ha 12'000 anni o che dio creò il giorno e la notte il primo giorno, ma solo nel quarto creò il sole e la luna… beh non ci si può aspettare che una persona che creda in cose simili, sia razionale né tantomeno logica. Non posso neanche aspettarmi coerenza da voi credenti, che credete in un dio che comanda “non uccidere” ma nello stesso tempo ordina genocidi e organizza alluvioni per sterminare ogni forma di vita. Io sono convinto, per buonafede, che la maggior parte dei cosiddetti credenti non abbia mai letto la bibbia, perché, se l’avessero davvero letta, sarebbe palese che la sua veridicità è pari a quella di una avventura di topolino… molti dei libri di fantascienza che ho letto sono assolutamente più credibili. Allora, cos’è che vi offende veramente? Che qualcuno non sia caduto nel giochetto “la vita è bella perché c’è un dio che ci ama”? Oppure che la nostra mancanza di fede è forse più solida, sana e convincente della vostra pomposa eccedenza di fede? Le cose non migliorano quando penso a quella parte di credenti moderati, quelli che si definiscono “non praticanti”… anzi forse rendono il tutto parecchio più ridicolo. Dev’essere un altro dei classici difetti di noi occidentali: farci le cose un po’ su misura, anche quando si tratta di argomenti così importanti che non dovrebbero lasciare spazio a comodi rammendi… almeno se si considera ciò su cui si fondano le religioni, cioè una fede e un credo. Questa gente si dice credente ma non pratica, cioè come un tizio che riconosce delle leggi ma nello stesso tempo le infrange, per sua stessa ammissione, con una nonchalance da politico consumato. Per lo meno, una persona accecata dalla fede, cioè dalle menzogne che hanno generato uno strumento di controllo delle masse chiamato religione, è ovvio che non riesca a vedere, a non rendersi conto e che proceda solo seguendo i dogmi che gli vengono imposti… ma voi, credenti non praticanti, che avete un occhio mezzo aperto, risultate ancora più goffi e assurdi, perché avete probabilmente riconosciuto quanto siano ridicoli i dogmi della religione, infatti non li seguite, ma proprio non ce la fate a staccarvi da quel cordone ombelicale che la società vi ha cucito nel cervello e continuate ad indicare la stessa assurda strada di quelli che praticano, senza poi percorrerla. Seguendo la vostra logica, non mi stupirebbe se qualcuno vi definisse ipocriti e incoerenti perché vi autocondannate: nel vostro credo esiste l’inferno per tutte le regole che allegramente asserite di non seguire. Qualcuno disse: “Comprendi te stesso... e dio e il diavolo non avranno più alcuna importanza” Forse è proprio questo il punto. Ci hanno così tanto privati della bellezza insita nella nostro stesso esistere, della potenza che ognuno di noi può avere come singolo individuo e come parte integrante di un gruppo, che non riusciamo più ad avere alcuna fiducia in noi stessi e in quello che sappiamo se non considerando tutto in base a dei dogmi che siano, per lo meno ufficialmente, condivisi da molti. Cosa che la religione permette. Ad esempio: in teoria un medico dovrebbe conoscere la biologia e la genetica… almeno le basi, ci si augura. Io anni fa conobbi un medico egiziano, un musulmano profondamente credente e praticante. Lui mi disse che era convinto che il corano era la parola di dio, che era l’assoluta verità. Cosa di cui tutti i credenti dovrebbero essere convinti senza ombra di dubbio. La genesi del corano è identica a quella della bibbia: due esseri viventi, creati da dio, che figliano altri uomini fino a popolare la terra. Per quanto questa storia sia palesemente ridicola e inventata anche per chi sa poco di biologia, in quanto due soli esseri viventi di una specie non possono garantire la continuità di quella specie, alla mia domanda “Quindi credi anche nella genesi così com’è scritta?”, mi ha risposto con un roccioso “Sì!”. Fino a questo può arrivare il cancro della religione: far sì che una persona diventi talmente schiava di certi dogmi da renderla cieca persino all’evidenza, arrivare a far credere ad un medico una totale eresia che distrugge tutto ciò su cui i suoi studi si sono basati. In effetti il fatto che la religione sia l’assoluta negazione del raziocinio, dell’essere critici e logici, non è un caso! È il punto! Dev’essere reso palese che la religione è un freno all’evoluzione e al libero pensiero dell’uomo e, paradossalmente, anche alla sua spiritualità! Se sei un credente e stai pensando che le mie parole siano offensive, beh, voglio dirti che anch’io ritengo offensiva la tua fede: offensiva verso l’intelligenza, deleteria e pericolosa per tutta la società. È molto comodo, per qualcuno, che voi non pensiate, che non siate critici, non valutiate… ma semplicemente crediate. Possibilmente senza fare troppe domande. Beh io continuo a farmene un sacco di domande, ritengo che chi non abbia dubbi sull’esistenza di dio, in un senso o nell’altro, sia un idiota. Io so di non sapere cos’è dio, ma so con certezza che non è il personaggio ridicolo raccontato nei vostri libri sacri di fantascienza, colmi di nonsensi, copiature ed errori. Smettete di credere alle favole, soprattutto se queste sono basate su palesi menzogne, mistificazioni di fatti storici e sono fraudolente come la religione! Immagino dia fastidio quest’ultima frase da propaganda laica… Beh è quello che fanno i credenti tutti i giorni cercando di convincere altri delle proprie convinzioni. Se davvero volete credere fermamente in qualcosa documentatevi prima, leggete quante più cose potete sull’argomento, ascoltate tutte le campane… e poi… ricominciate! Per quanto mi riguarda è meglio avere un’opinione piuttosto che un credo: un’opinione si può cambiare con il dialogo e la conoscenza, un credo no. January 08 ZEITGEIST, una catena per spezzare le cateneZEITGEIST Quello che vi chiedo sono solo 4 ore della vostra vita.
December 25 non esistela nebbia sulla strada è umida di sangue
non è rossa solo perché non so più vedere i colori non è calda perché la pelle non ha più tatto rimane fredda e grigia quando non lo è non lo è affatto le gomme stridono, l’autoradio spara ed io non so nemmeno dove sono diretto posso solo vedere la scia dietro di me che lenta svanisce insieme al sapore al ricordo di un amore giusto non esiste c’è solo bisogno e necessità ed i pupazzi che hanno animato nell’inconsapevole e triste show. December 04 indovinelloquesto ritornello, questo indovinello, non è qualcosa che vedo: è qualcosa che sento, che mangio, che respiro. ce l’ho dentro, non fuori. non lo vivo, lo sono. riesce a non farmi vedere la carcassa sbranata del sogno, i resti in brandelli, abbandonati. il tranello mi allontana da me, così sofferente, io mi allontano da lui, così rovinato, in un tiro alla fune che spezzerebbe le mani a chiunque. le mie sono già senza pelle, a forza di tirare, di crederci, di far finta di crederci, di capire… mentre altro mi divora da fuori. gioco a risolvere indovinelli mentre sto morendo, pezzo dopo pezzo, in frantumi… una carogna in bocca a una iena che mi sono inventato. io non avevo scelto di morire, però… …tu neanche esisti. è solo colpa mia. November 12 hollow yearssarebbe facile fingere di essere immune al dolore e rendere inutili le facili espressioni da “te lo avevo detto” sulle facce che incontro. forse spavento perché indico un coraggio o una stupidità fuori dal comune. e le risate si fanno più corte, come il fiato dopo una corsa. resto impiccato alla fune, alla fine, dopo averla tirata troppo, inutilmente. ed anche i ‘perché?’ sbiadiscono di fronte ad un ‘come?’... come ho fatto a spingermi così oltre su un terreno tanto scivoloso. coraggio o stupidità... mentre mi allontano, forse per sempre, probabilmente per sempre, la cosa più sincera sono i passi tremolanti e poco decisi, la testa che si volta indietro ed i fantasmi che non mi lasciano in pace. lo sarà, ma anche se già fosse ‘passato’, questo non mi aiuta. ho sempre avuto più paura del passato che del futuro. il peso delle cose lasciate in sospeso ed ogni faticoso passo trascinato nel doloroso fango schiacciano qualunque paura di un futuro incerto. non ce la faccio, è impossibile, non riesco a non guardarti negli occhi, anche se non li ho mai visti, anche se non esistono... neanche mi rendo conto di quanto profondo sia questo ‘nulla’. ‘è tutto passato’ non mi conforta. mi schiaccia. November 11 perché, amarovorrei raccontarmi una storia diversa, senza tutte queste ombre... ma non ne sono capace: le ombre che ci trovo dentro sono la mia, riflessa e moltiplicata. anche da chi cerca di negarla. non riuscirò mai a trovarmi a mio agio nei rosei paesaggi altrui. anche se ci provo a negarmi, a piegarmi, a vedermi diverso. non lo sono. né diverso né piegato. vorrei fosse soltanto arrivare a perdere ogni fiducia e sbuffare disarmato sull’inizio di ogni nuova cosa: tanto andrà male! ma non è solo questo... ho riaperto la casa abbandonata, ci ho messo dentro una pesante e faticosa mobilia, contro tutto e tutti, me compreso, come fanno gli eroi... che vengono chiamati tali solo quando poi gli va bene alla fine. ho riarredato la casa. sui pezzi di vetro c’ho lasciato l’anima, la mia, quella vera. ho ridipinto le pareti con la mia sudata fiducia, solo un po’, quanto bastava... è stato facile quanto costoso, duramente costoso... riaprire le porte, le finestre e far rientrare l’aria che respiravo da tempo... piena, fluida, densa... stupenda. ma la casa è rimasta abbandonata. vuota. piena solo di nuovi ‘perché?’... e amaro. tanto amaro. mi basterebbe solo capire fino in fondo. neanche questo m’è concesso solo ‘perché?’. e tanto amaro. November 09 strapparmi i denticosì sentirei le fauci vuote
gengiva contro gengiva senza il duro smalto che ti ha masticata resa il cibo di cui avevo fame che adesso m’affama inevitabile ed eterno
sarà il digiuno singhiozzi di pianto
e nessuna lacrima. October 23 che altro mi resta?che altro mi resta se non divorare?
divorare e divorare e divorare
e divorare…
essere ciò che temo l’insonne cancro di me stesso e continuare a divorare divorare e divorare e divorare
e divorare… October 20 mementoparadossalmente, in certi momenti, forse nei peggiori, è la bellezza che conta. nient'altro.
perché quando non riesci più a vederla da nessuna parte e ti senti cieco o lei è diventata invisibile, ti rendi conto che è affondato un pezzo di mondo. quello che faceva stare a galla te.
in fondo la bellezza sta ovunque: nell'onestà, nell'amicizia, nell'arte, nel dolore, nei colori, nelle parole... ovunque.
e se la perdi di vista, hai perso un piccolo pezzo di ogni singola cosa che contava davvero.
questo a cosa porta? mi porta a dimenticare. e ricostruire... in maniera folle ed inconcludente.
e mi troverò a fregarmene di tutto un giorno, saturo di qualunque pensiero che non rientri nei miei schemi, saturo dell'ipocrisia altrui, della follia così malata che li muove e li contagia... o forse mi troverò a tatuarmi addosso quello che penso in attimi che ritengo lucidi: quella persona ti prende per il culo, non fare mai più una certa cosa, se rifai questo ricordati di farlo in questo modo ecc...
scuse. nient'altro che scuse!
alla fine è così. siamo perfetti: io dimentico e tu fai mille stronzate e ti prendi gioco di me.
dicono che tutti i giochi hanno una fine e che quelli più belli durano poco... questo allora sarà tremendamente lungo. ma finirà comunque!
paradossalmente, in certi momenti, forse nei peggiori, è la bellezza che conta. nient'altro.... September 09 secolare visione di un attimovorrei esser più stanco. più saturo. nel peggiore dei modi, all'estremo possibile. forse avrei coraggio o idiozia sufficienti a rendermi finalmente inabile ai pochi lati della vita che ancora considero positivi. invece no. a quanto pare la benzina non è finita. e io continuo ad esser mio servo. ho voglia. eppure continuo a pensare a quanto sia strano il salire e scendere delle persone sul mio taxi. a prescindere dalle loro motivazioni e mete, mi stupisce che siedano con me su questo mezzo, ad affrontare salite e curve... ed io guido sempre al meglio delle mie scarse possibilità, quando però, a pensarci bene, vorrei soltanto guardare fuori dal finestrino. sono un testimone, sono un occhio, strano e allucinato. è difficile poter dare una forma o un'organizzazione ai ruggiti d'arte che vomito di tanto in tanto. è tanto difficile quanto sarebbe saggio farlo. forse mi chiedo troppi perché, ma per me è così normale vedere le impalcature che sorreggono questa così solida realtà... solida per altri. io vedo crepe ovunque; vedo nei giunti metallici le infinite possibilità che avrebbero prodotto realtà totalmente differenti e che sarebbero state accettate senza esitazione semplicemente perché così dev'essere, o non può essere altrimenti. una farsa in poche parole. che la verità e la realtà siano ciò che casualmente siamo andati creando, nel mondo da una parte, nella mia testa e nella mia arte dall'altro. per quanto la seconda mi paia più schietta, naturale e meno menzognera della prima, allo stesso tempo mi rendo conto che un mondo di persone come me non sarebbe probabilmente andato lontano. o forse me ne voglio convincere. mi voglio convincere che le mie visioni siano solo tali, siano solo utopie e vaneggiamenti di chi se li può permettere solo perché altri hanno ragionato e soprattutto agito diversamente. probabilmente è anche vero... ma se non lo fosse... l'umanità sarebbe sprecata. e lo è. comunque alla fine, al vertice o alla base di simili ragionamenti, anche le mie impalcature tremano, sinceramente questa volta, perché non ho paura di affrontare il fatto che non siamo niente. siamo sogni intrappolati nel nostro spazio-tempo, nelle nostre infinite ed infinitamente piccole conoscenze. perché se non si conosce o non si ha coscienza di una fine né di un principio, nulla può essere valutato in dimensioni o tempo. l'umanità, la terra, l'universo, potrebbero anche non esistere in quanto solo bagliori, effimeri e repentini, all'interno di una storia che è infinitamente più grande... oppure... l'attimo in cui sto scrivendo potrebbe essere l'unica storia che davvero esiste o sia mai esistita nei secoli dei secoli. August 26 egoismo da sofferenzae se non ce la facessi? se stavolta non avessi la forza della mia politica, dell’essere disponibile, la forza dell’essere forte? può darsi abbia trovato il limite… può darsi io stavolta abdichi in favore della sorte. continuo a chiedermi il motivo, perché sono logico e razionale fino all’estremo, e quindi mi chiedo perché una cosa brutta debba diventare ancora peggiore. egoisticamente, lo so, non riesco più a vedere il caso che sbrana e si porta via qualcosa, così, a caso, come una legge della natura che non si deve comprendere ma solo accettare. no. comincio a vedere un attentato programmato e assassino dentro al vuoto, agli occhi della logica, come risposta al perché dopo che un amico se n’è andato io debba perderne un altro, in un altro modo, insieme alle cose che avevamo costruito assieme… danni collaterali. potrebbe non esserci un nesso, potrei dirmi che le cose sarebbero andate comunque così, che non ho il diritto di pensare che la sofferenza sarà duplicata, posso provare a dirmi che sono io in errore, che in fondo non è vero che la vita continua: si può anche fermare, di colpo, una brusca frenata anche se la strada è libera. ma non basta. per quanto senso io riesca a dare al mio avversario, io non ci riesco, non ce la faccio. la vita continua sempre, finché non finisce. e quindi perché dev’essere così difficile essere forti insieme, farci unire dalle cose brutte e dalle belle sempre e comunque, invece di finire sempre su diverse sponde del fiume dopo la ruzzolata giù dalla cascata. per quanto senso riesca a dare ai miei pensieri so che potrebbero non averne alcuno in fondo. è questo che odio, che non sopporto… l’inutilità alla base… e dopo tanto dire, pensare e fare, in realtà non s’è pensato, detto né fatto nulla. il pugile si stanca anche se colpisce l’aria e non il suo avversario. e forse è arrivato il momento di gettare la spugna… August 17 the onela mia mente come un bambino. la prendo per mano, provo a spiegarle… ma non c’è verso! a cosa ti porta, le dico, questa razionalità, questa logica, ora? a far finta di saperne più di me, più della vita, più della realtà? non riesco, non posso spiegarle che il dolore è intoccabile, lei si difende: fa paragoni, mi dice che altri che se ne sono andati lei li conosceva anche meglio, che se ne sono andati in modi peggiori, mi dice che anche lei è stata peggio, che è abituata, che è forte, che regge il colpo. e io come faccio a farle capire… che sta parlando ancora di me e di lei perché adesso non ha il coraggio, il fiato, di parlare d’altro… non riesce a vedere la foto che le mostro, la foto del caso, che diventa un mostro ingiusto e spietato, che rapisce e in un istante fa sparire qualcuno... la foto di un amico, il volto innocente, le risate, le bestemmie, i modi di dire, le discussioni sugli ufo, sulla vita… continua a non guardare quella foto. e io come faccio a spiegarglielo?… come faccio a togliergli quei pensieri egoistici, egocentrici, quel mostrare i muscoli e gli ingranaggi perfetti, i muri d’acciaio riflettente che costruisce?... non riesco a farle capire cos’ha perso adesso, cos’hanno perso altre persone, cos’ha perso lui ad andarsene ora… tutti abbiamo perso. ogni volta perdiamo… e io non riesco a spiegarglielo… sono sicuro che la scuserai, teo, se non riesce a dirti nient’altro. |
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